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La Sardegna punta sull’economia circolare: contributi a fondo perduto per le imprese virtuose

  • Acciaro e Parodi
  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

La Regione Sardegna sostiene le imprese che riducono rifiuti e sprechi con un bando a fondo perduto per progetti di economia circolare, riciclo e riuso intelligente delle risorse


Green paper cityscape with stylized buildings and leaves. Birds fly above. The scene has a harmonious, eco-friendly vibe.

Ogni impresa lascia un segno sul territorio su cui risiede e opera: nel bene, quando sceglie materiali locali, riduce gli sprechi e promuove il rispetto del territorio; nel male, quando produce rifiuti difficili da gestire, consuma energia in modo inefficiente e non apporta benefici alla propria comunità. 


Le aziende della nostra Isola - dall’agroalimentare alla trasformazione, dall’edilizia al turismo - hanno un ruolo decisivo nel determinare la qualità dell’aria che respiriamo, la quantità di rifiuti che finiscono negli impianti e la pressione sulle risorse naturali. Per questo oggi parlare di economia circolare non deve essere più un'opzione, ma una predilezione concreta.

Le imprese possono (e dovrebbero!) fare molto più di una semplice raccolta differenziata interna: possono riprogettare imballaggi per ridurre la plastica monouso, trasformare scarti di lavorazione in nuove materie prime, condividere macchinari e logistica con altre aziende per diminuire viaggi, consumi e sprechi, oppure introdurre sistemi di monitoraggio per capire dove si generano gli sprechi maggiori e lì intervenire. 


Proprio per sostenere questo tipo di direzione, la Regione Sardegna ha attivato un nuovo bando per un’economia (più) circolare: “Aiuti per la promozione dell’economia circolare e la riduzione dei rifiuti nel sistema produttivo regionale. Il bando è pensato per accompagnare le imprese verso modelli più sostenibili, premiando i progetti capaci di prevenire la produzione di rifiuti, favorire il riuso e il riciclo e allungare la vita dei prodotti. I fondi sono rivolti alle realtà che operano sul territorio regionale e che intendono investire in soluzioni concrete come l’introduzione di tecnologie per ridurre gli scarti di produzione, la progettazione di linee “circolari” che riutilizzano sottoprodotti interni o provenienti da altre filiere locali, l’adozione di modelli di business basati su manutenzione, riparazione e condivisione anziché sulla vendita di prodotti usa e getta. 


Gli aiuti sono concessi in forma di contributo a fondo perduto, con percentuali di sostegno che possono coprire una quota significativa delle spese ammissibili (come investimenti in macchinari, consulenze specialistiche, studi di fattibilità e azioni di sensibilizzazione), rendendo più semplice, anche per le piccole e medie imprese, il salto verso processi produttivi più puliti e circolari. 


Per molte realtà sarde questa può essere l’occasione per ripensare radicalmente il proprio impatto: un’azienda agroalimentare che trasforma gli scarti in ingredienti per nuove linee di prodotto, un laboratorio artigiano che recupera materiali e li reimmette in un circuito creativo, una struttura turistica che riduce i rifiuti, ottimizza consumi di acqua ed energia e coinvolge i visitatori in pratiche di soggiorno responsabile. 

È da queste scelte che passa il futuro della nostra Isola: imprese più sostenibili, una Regione che le sostiene e una direzione condivisa. Siamo curiosi di vedere cosa ci riserverà il futuro e, come azienda, entusiasti di lavorare per una Sardegna più verde.

 
 
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