Sole e vento coprono tutta la nuova domanda di energia elettrica mondiale
- 30 minuti fa
- Tempo di lettura: 2 min
Nel 2025 solare ed eolico sono riusciti a soddisfare tutta la nuova domanda di elettricità globale, fermando la crescita dei fossili e segnando una svolta nella transizione energetica.

L’utilizzo di energia elettrica a livello mondiale, si sa, è in costante crescita, anno dopo anno a un ritmo sostenuto del 3,3%.
Ma nel 2025 è successa una cosa interessante: la nuova domanda di energia elettrica non è stata coperta dal carbone o dal gas, bensì dal sole e dal vento. Secondo il think tank Ember, nei primi tre trimestri del 2025 la crescita di solare ed eolico è stata sufficiente ad assorbire tutto l’aumento dei consumi elettrici globali, senza bisogno di far crescere la produzione da fonti fossili. Questo non significa che carbone e gas siano scomparsi, ma indica un cambio di passo importante: le rinnovabili stanno davvero iniziando a sostituire le fonti più inquinanti.
La ragione dietro questo risultato è duplice: da un lato i costi di pannelli solari e turbine eoliche sono crollati negli ultimi anni, rendendo questi impianti competitivi o addirittura più convenienti rispetto alle centrali tradizionali; dall’altro, molti Paesi stanno accelerando sulle politiche climatiche, fissando obiettivi vincolanti per le emissioni e spingendo investimenti in tecnologie pulite, reti elettriche più moderne e sistemi di accumulo. Il risultato è che ogni nuovo megawattora richiesto da industrie, case e servizi viene sempre più spesso prodotto da un tetto fotovoltaico o da un parco eolico.
Un bel dato, che porta a una svolta anche in termini di sicurezza ed indipendenza energetica: affidarsi al sole e al vento riduce la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e rende meno esposti alle crisi geopolitiche.
La sfida ora è consolidare questo trend: servono reti capaci di integrare grandi quantità di rinnovabili, sistemi di accumulo per gestire l’energia quando non c’è sole o vento e piani chiari per chiudere gradualmente le centrali più inquinanti.