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Europa in ritardo sugli obiettivi di sostenibilità: cosa sta andando storto?

  • 23 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

L’Europa rallenta sulla sostenibilità: obiettivi lontani e priorità sempre più fragili.



Three EU flags wave in front of a modern glass building with curved architecture, set against a clear blue sky.

“Il Green Deal europeo è la nostra nuova strategia di crescita: farà dell’Europa il primo continente climaticamente neutro”, ha dichiarato Ursula von der Leyen ormai 7 anni fa presentando l’European Green Deal.

Ma i nuovi dati raccontano anche altro: il motore della sostenibilità europea sta rallentando.


Secondo l’Europe Sustainable Development Report 2026, i progressi sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile si sono sostanzialmente fermati. E, mentre il 2030 si avvicina, nessun Paese europeo oggi risulta pienamente in linea con tutti i 17 Sustainable Development Goals (SDGs).  


Un primo problema di questa marcia a passo lento è la frammentazione che caratterizza l’operato UE. Gli obiettivi ci sono, le strategie anche, ma spesso l’attuazione si perde tra politiche lente, priorità che cambiano e una governance che fatica a tenere insieme clima, biodiversità, agricoltura e industria.

Poi si aggiunge il problema dei settori "critici". Clima, tutela degli ecosistemi, consumo responsabile e sistemi alimentari restano tra i punti più deboli in Europa. In altre parole: stiamo avanzando dove è più semplice, ma inciampiamo dove servirebbero trasformazioni profonde.  


C’è anche un paradosso scomodo. Alcuni Paesi europei ottengono buoni punteggi, ma continuano a generare impatti ambientali altrove, attraverso importazioni, emissioni “esterne” e modelli di consumo ad alta impronta ecologica. La sostenibilità, insomma, a volte non si riduce: si sposta.


E poi c’è, ovviamente, anche la politica.

Il report segnala un calo di priorità attribuita agli SDGs, anche di fronte ad un panorama internazionale ed interno ai singoli Paesi delicato e complesso. Ma la transizione ecologica non si fa solo con tecnologie e investimenti ma anche con continuità e decisioni chiare. 


E che probabilmente continueremo a farlo, se non inizieremo al più presto a trattare la sostenibilità come una priorità sistemica.

 
 
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