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Sardegna più verde di prima? Alcuni studi suggeriscono un incremento di foreste nell’Isola

  • 11 mag
  • Tempo di lettura: 1 min

Nuovi report registrano un aumento della copertura forestale in Sardegna. Ma dietro il “verde” emergono nuove fragilità.



Rocky hills with green shrubs under a clear blue sky, distant mountains, and a glimpse of the ocean create a serene landscape.

Una Sardegna più verde e rigogliosa. E’ quello che alcuni studi sembrano suggerire, registrando un aumento della copertura forestale dell’isola negli ultimi anni. 


Un dato che, a prima vista, sembra raccontare un grande successo ambientale.

Ma è davvero così semplice? Non proprio. Perché dietro questo aumento si nasconde un cambiamento più profondo, che riguarda il modo in cui il territorio viene vissuto e utilizzato. In molti casi, la crescita della vegetazione non è il semplice risultato di politiche di riforestazione attiva, ma di un fenomeno più silenzioso: l’abbandono delle aree agricole e rurali. Campi coltivati che diventano incolti, pascoli che si trasformano in macchia mediterranea, terreni che, lentamente, tornano a essere bosco.


Da un lato, questo processo ha effetti positivi evidenti: l’aumento della vegetazione contribuisce ad assorbire CO₂, migliora la biodiversità e può rafforzare la resilienza del territorio rispetto ai cambiamenti climatici. Dall’altro, però, apre una serie di contraddizioni: un territorio meno gestito è anche un territorio più vulnerabile. La crescita spontanea della vegetazione, soprattutto in assenza di manutenzione, può aumentare il rischio di incendi e rendere più difficile il controllo del paesaggio. Non è un caso che proprio le aree interne, spesso colpite dallo spopolamento, siano anche tra le più esposte a questi fenomeni.


Il punto, quindi, non è mettere in discussione questi studi né il dato, che di per sé può essere positivo, ma contestualizzarlo. Perché racconta una Sardegna più “verde” ma anche più fragile.

 
 
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