Sardegna più verde di prima? Alcuni studi suggeriscono un incremento di foreste nell’Isola
Nuovi report registrano un aumento della copertura forestale in Sardegna. Ma dietro il “verde” emergono nuove fragilità.

Una Sardegna più verde e rigogliosa. E’ quello che alcuni studi sembrano suggerire, registrando un aumento della copertura forestale dell’isola negli ultimi anni.
Un dato che, a prima vista, sembra raccontare un grande successo ambientale.
Ma è davvero così semplice? Non proprio. Perché dietro questo aumento si nasconde un cambiamento più profondo, che riguarda il modo in cui il territorio viene vissuto e utilizzato. In molti casi, la crescita della vegetazione non è il semplice risultato di politiche di riforestazione attiva, ma di un fenomeno più silenzioso: l’abbandono delle aree agricole e rurali. Campi coltivati che diventano incolti, pascoli che si trasformano in macchia mediterranea, terreni che, lentamente, tornano a essere bosco.
Da un lato, questo processo ha effetti positivi evidenti: l’aumento della vegetazione contribuisce ad assorbire CO₂, migliora la biodiversità e può rafforzare la resilienza del territorio rispetto ai cambiamenti climatici. Dall’altro, però, apre una serie di contraddizioni: un territorio meno gestito è anche un territorio più vulnerabile. La crescita spontanea della vegetazione, soprattutto in assenza di manutenzione, può aumentare il rischio di incendi e rendere più difficile il controllo del paesaggio. Non è un caso che proprio le aree interne, spesso colpite dallo spopolamento, siano anche tra le più esposte a questi fenomeni.
Il punto, quindi, non è mettere in discussione questi studi né il dato, che di per sé può essere positivo, ma contestualizzarlo. Perché racconta una Sardegna più “verde” ma anche più fragile.


